Diritti e libertà…

Una diecina di giorni fa, dunque, un corteo di donne avrebbe manifestato davanti al parlamento della capitale dello Yemen, reclamando la difesa dei loro diritti.
Ma che bella notizia!, penserà chi sogna la promozione della donna anche nel mondo islamico: un corteo femminile in uno dei piú osservanti paesi della penisola araba? Sta’ a vedere che anche da loro stanno arrivando libertà & democrazia?
La notizia però non ha avuto spazio alcuno sui media nostrani.Come mai? Be’, le donne in questione, avvolte dentro scialli scuri, brandivano copie del Corano, e i diritti che chiedevano erano quelli in accordo con la sharī‘a.

Piú precisamente, il pomo della discordia era ed è l’età minima del matrimonio. Questione tutt’altro che generica. Dal 1999 in Yemen non esiste piú un’età minima per il matrimonio, precedentemente fissata a quindici anni. Di conseguenza ora come ora una buona parte delle spose è d’età assai giovane, anche fino a dieci anni. La discussione infuria se reintrodurre un qualche limite, e le manifestanti sono scese in strada proprio contro la proposta di fissare un’asticella qualunque.
Si capisce perché la notizia della manifestazione non abbia avuto alcuna attenzione dalle nostre parti. Andrebbe a cozzare sin troppo violentemente con quella narrativa elementare
che vede, nei paesi islamici, le donne vittime e oppresse da barbuti maschî dispotici che le costringono a intabarrarsi nei “burqa”, a non uscire di casa, a non lavorare e cosí via, donne che non attendono altro, tutte quante, di poter ottenere le libertà dell’”Occidente”.
Eppure qui abbiamo proprio delle donne che in ultima istanza manifestano a favore di una pratica, quella dei matrimoni assai precoci, che i codici legali (e la pubblica opinione) di buona parte del mondo definirebbero come violenza sessuale della peggior specie
. Ohibò: donne che manifestano contro se stesse?
Sarebbe sin troppo facile liquidare la faccenda come “lavaggio del cervello da parte del bigottismo oscurantista patriarcale”.L’intuito mi dice anzi che buona parte delle stesse manifestanti bollerebbe come vittime del lavaggio del cervello occidentale, decadente e ateo le loro correligionarie e compatriote che invece vogliono un’età minima al matrimonio. Come sempre, si tende a bollare chi ha opinioni diverse dalle proprie (e non importa quali opinioni siano) come qualcuno che non “pensa con la propria testa”, che è manipolato, che è conformista, che segue il gregge sbroc sbroc. Metodo efficace ma triste per non entrare nel merito delle questioni o evitarsi la fatica di capire come possano funzionare le opinioni altrui.
Piú umilmente, di fronte a notizie come queste si potrebbe cominciare a riflettere che le questioni dei diritti e delle libertà sono assai spesso faccenda assai piú complessa e opaca, che sfugge alle puerili dicotomie tra buoni e cattivi, tra vittime oppresse e cattivi oppressori
.
In assenza di queste riflessioni, non c’è poi da stupirsi se chi va a “esportare la democrazia” (con sincerità o pretestuosamente che sia) viene accolto a bombe in faccia dagli stessi democratizzandi, e non da tappeti di fiori.
 
Andando piú a fondo, si potrebbe poi considerare che la questione dei “diritti delle donne” e le sue varie declinazioni e (soprattutto) implementazioni non vanno a lavorare solo sull’asse maschî-femmine, ma anche su quello adulti-minori
.
Vediamo un po’.Al-Hazmi, membro del parlamento yemenita, afferma che il matrimonio in giovane età, ovvero appena raggiunta la pubertà, è necessario per evitare il sesso fuori dal matrimonio. Sentiamo le sue parole: “Noi comprendiamo che i giovani siano sessualmente attivi, ma a differenza dell’Occidente, qui da noi si possono sposare e non prendere parte a comportamenti immorali”
.
Un ragionamento che, tanto per cominciare, sarebbe stato condiviso in toto
anche nelle terre d’Occidente almeno sino a qualche generazione fa.
Ma anche a tutt’oggi buona parte dell’opinione pubblica nostrana immagino sia d’accordo perlomeno con una delle premesse, ovvero che i giovani che si danno al sesso compiono qualcosa d’immorale e/o negativo
al di là del come e del quando, condannevole, negativo, sintomo di decadenza sociale, al di là del come e del quando. Qualcosa che, anche se visto in modo non troppo biasimevole, sarebbe opportuno evitare quando si può. Ricerca e sperimentazione del piacere e dei sentimenti come un male a cui porre rimedio, o in ogni caso da disciplinare rigidamente, o da rimandare il piú possibile. Comunque, un grave problema.
Le differenze tra lo Yemen, gli Stati Uniti o l’Italia stanno solo nelle pratiche scelte per rimediare al problema
. Come abbiamo visto nello Yemen, come in altri paesi a maggioranza islamica, si cerca di maritare la figlia appena raggiunta la pubertà, sí che il suo corpo sia legato vita natural durante al marito-padrone.
In Italia [quanto segue è una semplificazione un po’ brutale, che non tiene conto dei mutamenti piú recenti, ma tant’è], e in genere nei paesi cattolici e/o mediterranei, di norma si tende a chiudere un occhio, non parlarne troppo, lasciare che i ragazzi si dilettino tra loro ma senza recar scandalo pubblico
, molti genitori spiegano nell’oscuro delle mure domestiche come funzionano le api e i fiori, e poi si attende che i figli mettano la testa a posto piú avanti, sperando che nel frattempo non si facciano troppo male.
Negli Stati Uniti
(e nel Regno Unito), forse per i pesanti strascichi dell’etica protestante, il problema è acutamente sentito, con un approccio è quasi isterico-ossessivo e il tentativo disperato di avere la botte piena e la moglie ubriaca: ovvero il matrimonio in età relativamente avanzata (imposto dall’attuale sistema economico e dell’istruzione) e la figlia casta & vergine sino al raggiungimento dell’altare. Tentativo disperato, perché i risultati dell’astinenza propagandata nelle scuole non sono dei migliori, tra sesso giovanile vissuto clandestinamente e in maniera assai poco sicura e tassi alti di gravidanze indesiderate.
 
È poi evidente che l’ingarbugliato intreccio tra l’asse maschî-femmine e quello minori-adulti, tra alti dibattiti su ombellichi
scoperti e baby cubiste, quasi sempre si gioca tutto intorno al corpo femminile, alla faccia dei discorsi su parità e uguaglianza. La ragazzina che scopre l’uso del proprio corpo fuori dei dettami sociali o è vittima o è puttana: niente alternative, sembra sia davvero inconcepibile (o che non si voglia!) pensarla come attrice consapevole e autonoma; il ragazzo, invece, quando riesce a scampare l’etichetta dello stupratore, al massimo è un bravo ometto infine giunto alla virilità. In ogni caso, il lato maschile della faccenda è assai meno problematizzato di quello femminile. Sotto i discorsi sulla “difesa della donna” si agita spesso e volentieri la volontà della tutela paternalista, ma questa non è una novità.
Ultima annotazione. L’età minima per il matrimonio che si vorrebbe introdurre in Yemen è di diciotto anni per le ragazze, diciassette per i ragazzi. Ma se venisse alzata senza una parallela (e attualmente -credo- impensabile) modifica anche alle leggi (e usanze) locali contro il sesso extra-matrimoniale, ogni minorenne rischierebbe di venir trascinato in tribunale e affrontare pene assai severe ogniqualvolta si infrattasse con il/la fidanzata per scambiarsi qualche effusione. In questo senso auspicare che venga alzata di botto l’età minima del matrimonio avrebbe quasi un che di irresponsabile.
In Europa l’età minima per il matrimonio è fissata a diciotto anni, ma può scendere a sedici col permesso (a seconda del paese) o di un tribunale o dei genitori. Cosí anche in Italia. Tuttavia, nel contempo l’età del consenso sessuale viaggia intorno ai quattordici o quindici anni a seconda dei paesi. Invece negli Stati Uniti a seconda degli stati viaggia piú in alto, tra i diciassette e i diciotto anni. Cosa succede di conseguenza? Succede, e non di rado, che genitori che (poveracci!) non sanno accettare che i loro figli crescano e non siano piú bambini, portano in tribunale i partner minorenni delle proprie figlie
, dove vengono condannati anche a pene detentive per avere consensualmente “violentato” il/la propria partner; attività che da questa parte dell’oceano sarebbe invece del tutto legale…

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2 Responses to Diritti e libertà…

  1. Yupa1989 says:

    L'avevo notata anch'io questa mattina…Ho fatto adesso una piccola ricerca in rete, e curiosamente nessun sito inglese riporta la notizia, a parte quello dell'ADNKronos, che il Corriere stesso riportava come fonte (tra l'altro ci sono diverse differenze tra la versione inglese dell'ADNKronos e quella italiana del Corriere).Purtroppo non so nulla di arabo, e dunque non so se e soprattutto come la fetta araba della rete riporti la notizia.Per farsi un'idea (temo assai approssimativa, e non so quanto affidabile) del quotidiano arabo che, stando all'ADNKronos, riporta la notizia, si può dare un'occhiata alla scarna voce della wikipedia in inglese

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