La caverna della mente

La vicenda dei minatori cileni, conclusasi qualche giorno fa, l'ho seguita solo nei titoli, e anche così assai distrattamente.
Ho però trovato un interessante articolo al riguardo: racconta un aspetto a cui, immagino, i nostri media non avranno dato spazio alcuno, e così facendo parla anche d'altro.
Dato che condivido più o meno tutta l'impostazione di fondo, l'ho tradotto.
Scritto il giorno della liberazione dei minatori, l'originale si trova qui.

Brendan O’Neill
Cile: la solidarietà sconfigge le psicobubbole
I trentatré minatori hanno resistito non solo all'isolamento, ma anche alla chiusura mentale, alla censura e al disprezzo dell'industria della terapia

 Milioni di persone in tutto il Mondo si lasceranno sfuggire un sorriso, oggi, guardando i trentatré minatori cileni finalmente riportati alla vita. Ma Quelli Che La Sanno Più Lunga, i sovrani dell'industria della terapia, ci vedono qualcosa di diverso: non il lieto fine di un incubo durato due mesi, ma l'inizio di un incubo ancora più lungo per queste sventurate creature uscite dal buio, fatto di malattia, follia e disordine da stress post-traumatico. Secondo gli esperti, ciò a che stiamo effettivamente assistendo oggi in Cile è un'eruzione vulcanica di squilibrio umano con trentatré ticchettanti bombe di fragilità emotiva che vengono riportate in superficie.

Uno psicoesperto, facendo eco a un esercito di suoi colleghi, ha detto a Fox News che il salvataggio di questi uomini libererà un "crogiuolo di emozioni"; a quanto pare "da quella miniera sta per emergere una riserva di emozioni fuse e ribollenti". E non c'è modo di dire cosa produrrà questo geyser di sensazioni represse per ben due mesi. Questo nostro indovino della Fox afferma che potrebbe generare "divorzi, violenza, depressioni terrificanti, attacchi di panico, un'effimera celebrità che può condurre al suicido, alla dipendenza da alcool, droghe illegali e gioco d'azzardo, e ad accuse incontrollate lanciate da un minatore contro l'altro." Pare però che per la lobby della salute mentale non tutti i mali vengano per nuocere…

Come faranno questi uomini che hanno affrontato in maniera egregia per più due mesi una caverna sotterranea a 32 gradi centigradi, come faranno ora ad affrontare la tentazione di scendere in un mondo marcio e tossico di violenza e pugnalate alla schiena? Di fronte a questa domanda, gli esperti sono tutti d'accordo: come riassume uno di loro, i trentatré ex prigionieri richiederanno "tutta l'abilità dei migliori professionisti della salute mentale disponibili". Sembra solo a me una specie di sistema sfacciato per crearsi del lavoro? In tempi di crisi economica e tagli, immagino che anche la lobby della salute mentale debba cercare sistemi per guadagnarsi un tozzo di pane… anche se ciò significa ridisegnare cinicamente trentatré minatori robusti e resistenti come uomini sull'orlo di una crisi di nervi che per il resto della loro vita avranno bisogno dell'aiuto dei professionisti.

 La cosa più sconcertante delle varie psicosentenze fatte sui minatori non è il loro pessimismo privo di compromessi, la loro capacità di vedere sucidi futuri dove la maggior parte di noi vede un momento di gioia, ma che ignorino quel che è avvenuto negli ultimi due mesi. Perché la scomoda verità è che i trentatré minatori sono sopravvissuti al sottosuolo non grazie al sostegno e all'intervento della psicologia, ma tavolta ribellandosi contro quegli psicologici che hanno esercitato un'occhiuta sorveglianza su ogni loro mossa. La vera storia dei minatori cileni, per chiunque voglia osservarla con attenzione, è una in cui gli interventi delle varie fazioni dell'industria del trauma hanno spesso peggiorato le cose invece che migliorarle, e in cui la gente guadagna più salute e felicità senza di loro.

 La squadra psicologica sul posto della miniera di San Jose ha trattato gli uomini intrappolati con una straordinaria ristrettezza mentale. Guidati dalla convinzione che loro, come ha affermato un titolo di giornale, "ne sanno di più", e appoggiati e sostenuti da ogni psicologo e terapista in giro per il mondo bramoso di finire in prima pagina, gli psicologi hanno considerato loro compito disciplinare i pensieri di questi uomini e persino censurare le lettere dei loro familiari in caso queste rischiassero di innescare "emozioni problematiche". Questo meschino autoritarismo è l'esito finale della ben radicata idea che la vita sarebbe troppo dura e complicata per essere affrontata senza le sagge parole della lobby terapeutica.

Uno dei medici esperti a San Jose – membro di una squadra di trecento persone che hanno sorvegliato salute e necessità dei minatori – ha affermato che c'è stato un "braccio di ferro quotidiano" tra questi ultimi e la squadra psicologica. Cosa non sorprendente. Gli esperti della salute mentale hanno adoperato un sistema di "premi e punizioni" per cercare di controllare il comportamento degli uomini. Ovviamente per il loro bene. Così, quando gli uomini hanno accettato colloqui telefonici di un'ora con la squadra per la salute mentale, cosa che hanno fatto quando sono stati finalmente trovati vivi diciassette giorni dopo essere finiti intrappolati, furono gratificati con premi come l'accesso alla TV. Ma nel momento in cui rifiutarono di parlare con gli psicologi, cosa che hanno cominciato a fare a metà Settembre, quando la loro salute e il peso avevano cominciato a migliorare grazie al cibo che era stato loro inviato, insistendo che stavano bene, la squadra di psicologi ha deciso di privarli dei beni superflui. Come ha dichiarato un dottore sul posto: "Abbiamo dovuto dir loro: 'Ok, non volete parlare con gli psicologi? Benissimo. Quel giorno non avrete né TV né musica – perché siamo noi a gestirle'".

La squadra psicologia si è fatta giudice e giuria di ciò che gli uomini hanno potuto usufruire, e persino di come hanno potuto comunicare con le loro famiglie. Quando gli uomini hanno chiesto alcool e sigarette, dicendo che questi piccoli piaceri li avrebbero aiutati ad affrontare meglio i quotidiani colloqui telefonici con gli esperti, la squadra di psicologi ha acconsentito controvoglia a mandar giù sigarette, ma non bottiglie… perché, come ha detto uno di loro, "il minatore medio consuma grandi quantità di alcool" e non si poteva sapere come si sarebbero comportati, se si fossero ubriacati in uno spazio caldo e stretto. A questo punto i minatori si sono infuriati. Ma questo unicamente perché non avevano compreso i rischi del bere, ha dichiarato altezzoso uno dei dottori sul posto. "Non sono dei laureati, sono dei minatori semplici e grossolani", ha detto, lasciando scorgere il profondo disprezzo di questi esperti verso gli uomini che pure avrebbero dovuto aiutare.

 Ma ciò che ha veramente e definitivamente diviso i minatori da questi campioni della salute mentale, ciò che ha sancito "la fine della luna di miele", secondo la descrizione del capo degli psicologici, è stata la "diffusa censura" che la squadra psicologica ha fatto sulle lettere scritte dalle famiglie. Fin dall'inizio ogni volta che un familiare scriveva una lettera, questa doveva essere sottoposta a un controllo psicologico preventivo, prima di venir spedita giù lungo il cosiddetto cordone ombelicale verso gli uomini sottoterra, in modo che potesse essere rimosso qualunque elemento giudicato "psicologicamente inappropriato". Quando le famiglie hanno scoperto che c'era un cumulo di lettere in attesa d'approvazione, s'è scatenato un putiferio. Uno dei minatori aveva chiesto a sua moglie, durante un collegamento video, come mai non gli stesse più scrivendo. In realtà lei gli aveva scritto tutti i giorni, ma le sue lettere erano in attesa dell'"approvazione psicologica". Alla fine sono intervenuti i funzionari del governo, eliminando il controllo sulle lettere.

 I minatori si sono ribellati contro queste misure in qualunque modo potessero. A un certo punto si sono rifiutati di assumere i vaccini che erano stati mandati loro, se non gli fosse stato concesso delle cose che desideravano. Quando hanno riacquistato peso grazie al cibo mandato tramite il cordone ombelicale, "la loro ostilità verso le sessioni psicologiche quotidiane è cresciuta", come riferisce un rapporto. Ovvero, più riacquistavano salute e si sentivano vicini l'uno all'altro grazie ai loro metodi di cameratismo, più vedevano le psicosessioni come un inutile fastidio. La decisione di sbarazzarsi della squadra per la salute mentale non è stata dovuta a stupidità, alla mancanza di una laurea in scienze; piuttosto è sorta dalla certezza di poter affrontare meglio la situazione autonomamente, senza consigli videofonici calati dall'alto. Come ha affermato uno psichiatra dell'Università Cattolica del Cile: "Se c'è una categoria che non è precisamente bendisposta verso gli psicologi, si tratta dei minatori".

 E in effetti, questi uomini per affrontare la situazione hanno organizzato un sistema loro: hanno eletto un capo, hanno stabilito una stanza dove pregare, hanno mangiato insieme tutti i giorni, hanno lavorato a turno per rimuovere le macerie, e hanno tenuto ogni giorno sessioni di "vuotamento sacco", in cui ognuno diceva quel che si sentiva dentro. Cosa più sana che condividere i propri problemi con un estraneo privo di volto che ti può punire o togliere il privilegio della televisione se dici "la cosa sbagliata". Lavorando insieme piuttosto che affidandosi ai consigli di esperti esterni, questi uomini ci hanno ricordato una verità spesso dimenticata in quest'epoca di paternalismo televisivo: offrire solidarietà sporcandosi le mani è una garanzia di sopravvivenza e felicità di gran lunga maggiore che sentirsi dire da dei remoti sapientoni quali emozioni si devono provare.

Il modo in cui questi uomini sono stati trattati è un microcosmo dell'odierna industria della terapia. Le lettere censurate rappresentano l'idea che la gente sia psicologicamente fragile e facilmente ferita dalle altrui parole. La privazione di certi "premi" ai minatori che non avessero parlato con la squadra per la salute mentale, rivela le dinamiche autoritarie retrostanti gli attuali interventi terapeutici. Il concetto che non sarebbero sopravvissuti senza la competenza degli esperti illumina una visione generale secondo cui noi tutti avremmo bisogno della guida delle nuove divinità dell'emotivamente corretto. L'esperto di Fox News ha detto che questi uomini sarebbero "soggetti alle leggi di gravità psicologica come tutti noi". A dire il vero, i minatori queste cosiddette (e inesistenti) leggi di gravità psicologica le hanno infrante. E facendolo hanno mostrato, anche se solo implicitamente, che contrariamente a ogni religione dell'era moderna, non abbiamo bisogno dei consigli degli esperti per sopravvivere e prosperare.


 

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4 Responses to La caverna della mente

  1. Tamakatsura says:

    Grazie mille della segnalazione e della traduzione!

  2. utente anonimo says:

    ti chiedo scusa per l'off topic,
    dato che la tua segnalazione è parecchio interessante
    (oserei dire importante),
    ma ho trovato un commento molto interessante sugli imponenti
    scontri e scioperi che si stanno svolgendo in Francia in questi giorni.
    Credo che, più di magmell, questo sia il suo posto:
    contiene dettagli inquietanti sulle politiche di repressione
    in Francia ed è in generale puttosto fuori dal mainstream,
    o almeno così mi sembra.
    Sicuramente vale più di tre pagine della stessa Stampa.

    Mi prendo la licenza di copincollarlo qui sotto

    Vi scrivo dalla Francia , da Italiano emigrato.
    Ma perchè la gente parla solo più per luoghi comuni senza nè informarsi nè riflettere ?
    – L' anticomunista che non ha alcuna idea di quale sia il significato di Comunismo (Comune – Condividere)è che ad ogni occasione si fa sbavare dalle labbra le tiratere del/sul muro di Berlino (dimenticando i muri non-comunisti e ben più recenti Usa/Mexico e d' Israele…) del fallimento URSS , etc . Tutti "argomenti" che non hanno (ovviamente ….) alcun riferimento con il tema in oggetto.

    – L' altro che ha in testa solo i quattrini (per se ovviamente)
    senza alcuna coscienza nè sociale nè civica . Semplicemente uno dei tanti "Ego extraLarge" -uno contro tutti perchè sono solo io il migliore
    al mondo- e gli altri chi se ne frega!

    – E poi l' esperto . Colui che sa!
    Ricordo solo a l' esperto che in Francia devi pagarti la -Mutua Assicurativa Complementare- (Assicurazioni Private !!!!) e che NON è assolutamente vero che è tutto gratuito !

    In generale si parla della Francia per "tirare acqua al proprio mulino" senza , in realtà, conoscerne la realtà.
    Io ci vivo: qui polizia e gendarmeria "menano" duro -subito- anche per piccole irregolarità.
    Un esempio: se sei fermato in auto con tasso alcolico "oltre" ti fai -automaticamente- 12/24h di "guardia a vista" ovvero di cella ! (senza passare da nessun giudice e deformando le leggi attuali). Prassi normalissima della "democratica" Francia (e senza x questo ottenere migliori risultati statistici sugli automobilisti alcool "oltre").

    In questa Francia dove "M. Le President" decide il licenziamento di giornalisti (!!!!) la vendita del primo canale TV (di stato) ai suoi amici, la vendita di giornali a suoi amici (per altro senza riuscirci sempre …) .
    Il problema è che la Francia (buona parte dei francesi) crede ancora
    di essere sotto l' Impero Napoleonico, dove l' imperatore vuole e decide ed è supportato da uno -stato burocrazia- che controlla ogni cosa (anche non troppo legalmente ma tutti stanno zitti… anche se si sa …).
    E' questo "stato burocrazia" (con a capo l' imperatore) che in realtà è il primo potere (lobby) "incontornabile" e privilegiato.
    Il resto dei -normali- francesi solo sudditi: taci e obbedisci.
    Allora perchè le rivolte di strada ? Semplicemente perchè l' imperatore (M.Le President) -che deve dare riscontro a lobby internazionali- (come nei diversi Paesi europei…) sta pungolando proprio il suo -stato burocrazia- . Ecco allora -automaticamente- autorizzati i giornali (che di solito sono -per legge- ossequiosi dell' imperatore) a "sollevare il popolo" contro le …. "ingiustizie".
    Le situazioni sono ben più complesse delle apparenze …. anche in Francia ! (e dei falsi resoconti di molti giornalisti italiani …. )
     
    si trova qui:
    http://rottasudovest.blog.lastampa.it/rotta_a_sud_ovest/2010/10/dalla-parte-dei-francesi-che-protestano.html

    L'inizio mi ricorda anche la tua analisi dei commenti sulla visita di Gheddafi dell'anno scorso, tra l'altro

  3. utente anonimo says:

    Sono sempre Blacksad, ho dimenticato la firma

  4. Yupa1989 says:

    Commento interessante, sì.
    Al di là di quel che si può pensare delle riforme economiche che si stanno approvando in Francia in questi giorni, trovo sempre sconcertante tutta questa ammirazione che certi pezzi della società italiana hanno per l'estero, come se fuori dei nostri confini fosse tutto un paradiso di civiltà e democrazia a confronto con un'Italia degenerata.
    In realtà, come ho già accennato qualche volta, credo quel che di male vediamo in Italia sia solo una variante locale, con tutte le sue particolarità, di tendenze che accomunano molti altri paesi, e che non cominciano certo con la discesa in campo di Berlusconi. Poi, da un punto di vista più ristretto, è ovvio che su certe cose l'estero sia preferibile all'Italia… ma anche viceversa, su altre cose.

    Parlando di Francia mi permetto di aggiungere però che, per quanto mi riguarda, Sarkozy è uno dei peggiori elementi che si possano attualmente trovare sulla scena politica globale.

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