La natura dell’Oriente, la natura dell’Occidente

Vuole la leggenda che al Mondo esistano due Contrade, l'Occidente e l'Oriente, e che opposto e simmetrico sia il modo loro di rapportarsi alla Natura, ovverossia al grande insieme selvaggio e spontaneo dei viventi, alle bestie del mare, della terra e del cielo, e alle piante di cui uomini e bestie si nutrono, e al vento, alla luce, al fuoco e alle acque.
L'Occidente avrebbe da tempo, o forse sin dalle sue origini, tradìto un antico patto, facendo se stesso, e con sé l'Uomo, signore, anzi, tiranno della Natura e dei viventi, ridotti a meri oggetti del suo utile e piacere; parti intercambiabili della grande macchina dell'industria che, lasciatasi alle spalle ogni valore, procede nell'incessante e insensata trasformazione, o distruzione, del Pianeta.
L'Oriente, dal canto suo, ancora coltiverebbe dentro di sé l'antico segreto dell'armonia di Uomo e Natura, quest'ultima entità ancora percepita nella sua totalità come sacra e degna del primo rispetto, fonte e matrice della vita che protegge e da proteggere. Una tensione, questa dell'Oriente, inesausata che oggi ancora resiste alle contaminazioni dell'Occidente tecnocratico.
Occidente: dominio, conflitto, divisione, cinismo, razionalismo > l'Uomo insensibile che sfrutta la Natura.
Oriente: accordo, armonia, unità, rispetto, emotività > l'Uomo sensibile che cura la Natura.

Orbene.
Martha C. Nussbaum, filosofessa contemporanea, compila una lista di quelle che lei chiama "capacità", ovvero garanzie materiali e spirituali minime per un'esistenza umana che i governi dovrebbe garantire, a dispetto i latitudine e culture.
La lista, di dieci punti, è compilata anche grazie ai contributi, consigli e confronti da varie parti del globo.
Uno dei punti più controversi risulta l'ottavo, relativo alla Natura.
Così recita:

Essere in grado di vivere in relazione con gli animali, le piante e con il mondo della natura provando interesse per esso e avendone cura.

(Martha C. Nussbaum, Diventare persone – Donne e universalità dei diritti, p.99)

La controversia riguarda proprio se sia doveroso conservare la Natura, o se piuttosto non sia più sensato dare priorità all'Uomo e alle sue sofferenze.
La controversia porta in risalto due aree geografiche che di norma si fanno rientrare nei cosiddetti "Occidente" e "Oriente".
Ecco come la Nussbaum riporta il contrasto:

Si tratta della capacità di vivere in fruttuosa relazione con gli animali e con il mondo naturale. Originariamente non compresa nel mio elenco, vi è stata inclusa per le insistenze dei partecipanti svedesi al progetto, che sostenevano si trattasse di qualcosa senza la quale, per loro, la vita non sarebbe veramente umana […] C'erano partecipanti dall'Asia meridionale che, non pensando minimamente che si trattasse di qualcosa di molto importante, rifiutavano gli animali energicamente, ritenendone l'inclusione nella lista in contrasto con la sofferenza umana, una specie di espressione romantica del partito dei Verdi.

(Martha C. Nussbaum, Diventare persone – Donne e universalità dei diritti, p.190)

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