Meanwhile, in the United States of America… 2/2

(alla prima parte)

“Quei ragazzi che agli incontri facevano il tifo per me, ora mi consideravano un rifiuto, ” racconta Frank, seduto al tavolo di un ristorante messicano alla periferia della città. È domenica pomeriggio, ha lavorato tutto il fine settimana, come falegname a contratto.

Dopo aver passato una notte in cella, ancora adolescente, Frank ha incontrato il suo avvocato d’ufficio, Mary Hennessy: “Mi disse che, se si fosse arrivati a processo, avrei rischiato dai due ai vent’anni. Io non riuscivo a crederci.” L’avvocato consigliò a Frank di patteggiare, ammettendo la sua colpevolezza, in modo da ottenere sette anni di libertà vigilata. Lui seguì il consiglio.

Hennessy afferma, oggi, che lei non ritiene corretto marchiare Frank come un criminale sessuale, ma lo Stato ha il dovere di difendere i bambini. Le autorità locali non potevano ignorare la denuncia contro Frank, afferma, anche se la madre di Nikki aveva tentato di ritirarla.

Una volta marchiato come criminale sessuale, Frank si trovò alle prese con una sequela di restrizioni. “Non potevo parlare con Nikki. Non potevo entrare nei ristoranti, nelle piscine pubbliche, negli stadî… in qualunque posto potessero esserci dei bambini,” racconta. “Non potevo votare. Non potevo lasciare la contea senza un permesso. L’agente incaricato di seguirmi in libertà vigilata mi diceva: “Guarda anche solo una donna nel modo sbagliato, e rischi di finire in galera.”

Frank non ha dovuto andare in prigione. Doveva effettuare 350 ore di servizî per la comunità (raccogliere l’immondizia, falciare i prati) e partecipare a consulenze settimanali insieme a condannati per crimini sessuali e pedofili. Dovette anche abbandonare casa sua, visto che ci viveva una ragazzina di dodici anni: sua sorella.

Suo padre lo aiutò ad affittare un locale, ma Frank racconta di essere caduto in depressione. Appena diplomato, aveva in mente di frequentare una facoltà di tecnologia vicina a casa. E invece, racconta, “mi rinchiusi nel mio appartamento senza più uscirne. La mia vità si fermò.” Dopo alcuni mesi, parlò clandestinamente al telefono con Nikki, che gli disse che l’avrebbe aspettato. “Per me, questo significava tutto, ” racconta Frank. Fece in modo di trovare un lavoro con l’aiuto di un amico il cui padre aveva una ditta edile. Cominciò a ristrutturare una casa di proprietà della nonna, e si trasferì lì. Il giorno in cui Nikki compì diciassette anni lei lo raggiunse. Il reincontro fu emozionante, perché anche Nikki aveva dovuto tenere duro per almeno un anno: il rapporto con sua madre si era gravemente deteroriato.

Nonostante le insolite circostanze, il legame tra Nikki e Frank era diventato più forte. “Non avevamo nulla… ma non avevamo bisogno di nulla,” racconta Frank. “Eravamo insieme.” Nikki terminò la scuola, trovò un lavoro nell’amministrazione della contea, dov’è ancora oggi; e due anni più tardi i due si sposarono. La loro prima figlia è nata circa due anni dopo. Ma dato che Frank era ancora in libertà vigitale, per lui era illegale vivere nella stessa casa della neonata. Ci viveva contro la legge, comportandosi da recluso e vittima di paranoie, sempre preoccupato di essere arrestato. “La mia personalità è cambiata, ” dice. “Di solito ero l’anima delle feste. Adesso non voglio più uscire di casa.” Una seconda figlia è arrivata un anno più tardi.

Nel 2003, la libertà vigilata di Frank terminò, e potè vivere legalmente con le proprie figlie. Tuttavia, ogni anno deve presentarsi alla stazione di polizia, il giorno del suo compleanno, per registrarsi come criminale sessuale. Nikki ha fatto pressioni sui responsabili della giustizia locale – giudici, procuratori distrettuali – per far rimuovere il nome di Frank, ma senza successo. Semplicemente Frank non rientra nei parametri della legge del Texas, secondo cui per evitare di finire sul registro l’imputato non deve avere più di tre anni di differenza rispetto al partner che sia minore. Frank ha tre anni e due mesi più di Nikki. Inoltre la legge afferma che l’imputato può evitare il registro se ha meno di diciannove anni e il partner ne ha più di tredici al momento dell’atto sessuale. Nikki ne aveva quindici. Ma anche in questo caso Frank ha la peggio: ne aveva diciannove.

Nikki e Frank sono entrati in contatto con attivisti, hanno viaggiato sino alla capitale di Stato dove hanno ottenuto una pubblica udienza. Ma Frank resta ancora sul registro del Texas, e il suo reato è descritto come “aggressione sessuale contro un bambino”.

In anni recenti, sono stati lanciàti almeno cinquanta movimenti popolari con l’obiettivo di cambiare le leggi sui reati sessuali. Madri sconvolte per essersi ritrovate i figli sul registro per atti sessuali in adolescenza, sottolineano che i giovani sul registro hanno difficoltà a farsi ammettere dalle università e a trovare lavoro, e spesso si scontrano con restrizioni sulla residenza: ad esempio il divieto di vivere entro mille piedi [circa trecento metri] dalle scuole. Sono spesso fatti bersaglio di persecuzioni, se non peggio: un giovane del Maine, William Elliott, sul registro per essere andato a letto con la sua ragazza quindicenne quando aveva diciannove anni, è stato ucciso nel 2006 da un giustiziere fai da te. L’assassino aveva trovato il nome di Elliott sul registro, e aveva deciso di andare a caccia dei criminali sessuali prima di uccidersi con un colpo d’arma da fuoco.

Alcuni gruppi popolari sono discutibili, visto che premono perché siano allentate le restrizioni nei confronti di tutti i criminali sessuali, violenti o meno. Ma molti gruppi sono formati da madri di giovani amanti. Tonia Maloney, che guida le Voci dell’Illinois [Illinois Voices], afferma che il suo gruppo comprende almeno settantacinque madri di figli che si trovano sul registro per atti sessuali consensuali avuti nell’adolescenza. Francie Baldino, che guida i Cittadini del Michigan per la Giustizia [Michigan Citizens for Justice], afferma che il suo gruppo è formato da circa trenta madri nella stessa situazione. Entrambe le donne sono diventate attiviste dopo che i proprî figli adolescenti sono stati arrestati per aver avuto sesso consenziente.

Persino bambini sotto i dieci anni d’età sono stati registrati, afferma Cheryl Carpenter, avvocato del Michigan. Cheryl riporta il caso di un ragazzino di nove anni finito sul registro per i più giovani, registro non pubblico, per avere “giocato al dottore” con una bambina di sei anni. Attualmente il suo nome può essere rimosso dal registro, grazie a una nuova legislazione dello Stato, promossa dagli attivisti. Un caso simile è attualmente in corso presso i tribunali del Winsconsin, dove un bambino di sei anni è imputato per aver aggredito sessualmente una bambina di cinque: i bambini, così è stato riferito, hanno affermato di stare “giocando al dottore”.

Carpenter, che ha lavorato per liberare dal registro undici adolescenti (tutti condannati per reati sessuali nei confronti di minori), attualmente è parte del consiglio consultivo della Coalizione per un Registro Efficace [Coalition for a Useful Registry], un movimento popolare lanciato da due madri del Michigan. Carpenter stima che il gruppo comprenda centocinquanta madri i cui figli sono sul registro per atti sessuali durante l’adolescenza. Alcuni di loro, afferma, attualmente, con le nuove leggi dello Stato possono fare richiesta di essere rimossi dal registro.

Gli attivisti sottolineano anche che l’età del consenso varia da Stato a Stato (andando tra i sedici e i diciotto anni), per cui fare sesso può essere reato in alcuni Stati ma non in altri. Gli attivisti affermano che non è loro intenzione difendere il sesso fatto in età adolescenziale, ma che in effetti una consistente percentuali degli adolescenti sono sessualmente attivi: uno studio a livello nazionale del Centro per il Controllo sulle Malattie [Centers for Disease Control] mostra che il 28% delle ragazze tra i quindici e diciassette anni hanno fatto sesso.

Negli anni più recenti, i gruppi popolari si sono adoperati perché molti Stati passassero leggi pensate per aiutare gli studenti delle scuole superiori. Le cosiddette “Leggi di Romeo e Giulietta” [Romeo and Juliet Laws] hanno l’obiettivo di ridurre o eliminare le pene per gli atti sessuali consenzienti con minore, sempre che la differenza d’età nella coppia sia minima, e che altri parametri siano rispettati. Se queste leggi sono state d’aiuto in molti casi, affermano gli attivisti, spesso i giovani si ritrovano esclusi dai parametri richiesti nel proprio Stato.

Nel 2009 in Texas gli attivisti sono riusciti a ottenere dai legislatori l’approvazione di una proposta di modifica di legge, che potrebbe aiutare Frank Rodriguez. Ma quando la proposta ha raggiunto la scrivania del governatore, Rick Perry, questi ha imposto il suo veto. La scorsa primavera una versione corretta della proposta è tornata di nuovo sulla scrivania del governatore. E questa volta, a fine Maggio, l’ha firmata. La proposta diverrà legge in Settembre e, per la prima volta, darà a Frank la possibilità di richiedere al tribunale di rimuovere il proprio nome dal registro.

Stando alla nuova legge, l’imputato può fare questa richiesta se aveva non più di quattro anni d’età rispetto al partner e se questi aveva almeno quindici anni. Per Frank questa può essere la fine di un viaggio frustrante durato quindici anni, un viaggio che ha provocato tensioni su entrambi i lati della sua famiglia. Come sottolinea Nikki, “il rapporto con mia madre non è più stato lo stesso.”

Sua madre conferma. “Trascorro ogni giorno portando questa colpa con me. E ancora non sappiamo che effetto avrà tutto ciò sulle loro figlie, ” afferma, riferendosi alle proprie nipoti. “I bambini sanno essere molto crudeli.”

Le bambine ancora non conoscono la storia dei loro genitori, anche se qualche sospetto ce l’hanno. “Ci sentono che ne parliamo, ” afferma Nikki, mentre sua figlia gira per il soggiorno in un sabato sera. “Sanno che c’è qualcosa dietro. Un giorno mia mamma era venuta qui e Layla, mia figlia di sette anni, le ha chiesto: ‘Perché hai mandato mio papà in prigione?'”

“È davvero difficile per Frank,” aggiunge Nikki, raccontando come loro due debbano ogni volta, anno dopo anno, spiegare la loro situazione: agli insegnanti, ai datori di lavoro, ai genitori delle amiche delle figlie. “Frank si chiede sempre cosa pensino gli altri.” Di recente, la famiglia si è trasferita, sempre all’interno della cittadina, e i bambini dei vicini venivano a casa loro tutti i giorni, finché improvvisamente non lo fecero più. “Ci chiediamo se i loro genitori non abbiano consultato il registro,” dice Nikki. “Ma sono cose che non potremo mai sapere.”

Quando Nikki e Frank hanno saputo che il governatore ha firmato la nuova legge, quasi non riuscivano a crederci. Attualmente stanno cercando un avvocato per presentare la domanda in tribunale, e ancora esitano a festeggiare per la loro libertà. “Ci crederò solo quando lo vedrò”, dice Frank.

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One Response to Meanwhile, in the United States of America… 2/2

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