Vietare il (neo)nazismo?

Nelle scorse settimane in Germania è partito un tentativo (e non il primo) per mettere fuorilegge il Partito Nazionaldemocratico Tedesco (NPD), partito di estrema destra, considerato erede del nazismo. Attualmente il partito non ha alcun seggio nel parlamento federale.
In Grecia pare che Alba Dorata, partito di estrema destra anch’esso considerato neonazista, abbia attualmente un consenso intorno al 15%. Si è anche discusso se sia il caso di metterlo fuorilegge, ma la discussione è rimasta tale. Intanto c’è chi afferma che il partito abbia diverse connessioni con membri delle forze dell’ordine.
In Italia, tra un mese, si celebrerà la giornata della memoria. Come già l’anno scorso, si faranno più forti le richieste perché anche il paese in cui viviamo si doti di una legge contro il negazionismo.

Vietare il nazismo e le sue filiazioni per legge? Cioè, vietarne le idee, le parole, le associazioni di persone che le esprimano pubblicamente?

Auspicare che in società formate da decine di milioni di persone, con idee d’ogni tipo, non ci sia neanche un ammiratore di Hitler è pura utopia. Che ce ne siano alcune decine, centinaia, o anche qualche migliaio sarà comunque inevitabile.
Restano pur sempre minime frazioni del totale.
E finché restano tali, lo Stato avrà tutto l’agio di perseguitarli con la massima forza, perché il piccolo numero oppone scarsa resistenza.
Ma saranno persecuzioni inutili, proprio perché il piccolo numero, specie se composto da individui socialmente marginali, non riuscirebbe comunque a diffondere con efficacia le proprie idee.
La facilità con cui lo Stato ottiene dall’opinione pubblica il nulla osta alla repressione degli estremisti comprova come questi ultimi abbiano davvero poche possibilità di imporsi alla società.
Quando il neonazismo è ultraminoritario e perseguitarlo è facile, in realtà non occorrerebbe farlo, perché non è una minaccia.
Quando il neonazismo comincia ad acquistare consistenza, il tentativo di vietarlo diventa inutile in un altro senso: è un tentativo inefficace.
Ci si può provare, non ci si riesce.
Una volta che la corrente s’è ingrossata, arginarla è sempre più difficile, e anzi si rischia di farle accumular pressione e rendere ancora più difficile il contrasto. A questo punto il neonazista potrà riconfermare al pubblico la propria tesi, cioè che l’elite malvagia (la casta corrotta asservita ai poteri finanziarï) vuole fermare con mezzi repressivi la giusta rabbia popolare.
La repressione di un estremismo che ormai dilaga nell’opinione pubblica, e che di solito dilaga per lo scollamento tra chi governa e chi è governato, non fa che aumentare questo scollamento, e quindi alimenta l’estremismo, lo legittima.

Ma soprattutto, questo tipo di repressione è una cura che vorrebbe guarire la malattia colpendo i sintomi e ignorando le cause.
È una porta chiusa quando i buoi sono scappati.
Se un partito neonazista si afferma con tanta forza proprio in Grecia non è un caso. Serve dire il perché?
Se la Grecia non fosse precipitata in un baratro economico e sociale (qualunque siano i motivi per cui c’è finita), Alba Dorata rimarrebbe un partitello marginale, interessante tutt’al più per l’umorismo involontario di certe proposte (come quella di “liberare Constantinopoli dai Turchi”).
Una volta creatasi il terreno (economico e sociale) che permette all’idea neonazista di germogliare e prosperare, metterne fuorilegge le parole o gli scritti, o le associazioni che vi si rifanno, servirà a poco o niente.
Metti fuori legge un partito neonazista e sùbito nascerà una nuova formazione che, in maniera più cammuffata e calcolata, ne proseguirà le gesta.
Dopotutto, lo stesso Hitler finì più volte dietro le sbarre delle prigioni tedesche. Dieci anni dopo era al potere in Germania, e il resto è noto.

Ovviamente si parla di idee, parole, scritti e associazioni.
Gli atti violenti dei neonazisti dovrebbero essere perseguiti. Ma come tutti gli altri atti violenti, né più né meno. Così come dovrebbero esserne libere le idee, come tutte le idee, né più né meno.
E personalmente apprezzo poco uno Stato che, senza incontrare opposizione alcuna, ma giubilo compiaciuto da parte di pubblico e opinionisti, può e riesce a schiacciare le idee, le parole e le associazioni di quelle che vengono viste e presentate come “spregevoli minoranze”.
È una pratica politica che, se posso dirlo, i nazisti originali sapevano fare benissimo.

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